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Traggo da un garbato florilegio, frutto del lavoro di accurati ricercatori che hanno studiato a fondo la personalità e la produzione del Belli, (e segnalo in particolare Vincenzo Misserville, ma ve ne sono altri valenti ancora) alcune chicche, come suol dirsi, commentate con sagace sensibilità; e siamo qui, al Belli “pulito” dagli intenti moralistici, pur nella tentazione costante del pungolo, che difficilmente l’abbandona. E rileviamo anzitutto un aforisma a distico, questo:

“Ricchezza e carità so’ du’ persone
che nun potranno mai a conoscenza...”

Non è che sia poi tanto leggiera, ma tant’è... si accosta parecchio al vero! E ancora un altro distico, che induce a pensare:

“Sai chi crede a le lagrime? Chi pena
Sai chi pensa al malanno, eh? Cheje dole.”

Distici amari, ma educativi. E saltiamo a piè pari una terzina coniata dal poeta sulla storia romana; cosa non proprio da signorine.., d’una volta... Ma l’efficacia cinica del Belli si esalta quando arriva a trattare dell’affetto dei parenti. Ecco qua:

"...che sò a’ sto monno li parenti?
Un amico te po’ leva d’affanni
Ma un paren taccio che te vede strugge
Non t’im presta un aiuto si lo scanni,
Sin che se magna, tutti quanti attorno
Sparecchiato poi ch’è, fanno a chifugge,
E non te danno più manco er bon giorno”.

Certo la morale è pesante, se non feroce, e per qualche e non insolito aspetto, assai verosimile. Ma manco alle donne risparmia i rigurgiti d’un certo fiele, allorquando venendo a trattare della beltà femminile, avverte:

“Er tempo,fija, è peggio d’una lima Rosica sordo sordo e t’assotija...”

Per rincalzare, subito dopo:

“Be’, mi nonna da giovane era bella E tu dà tempo ar tempo, e si nun sbajo Sposa, diventerai peggio de quella”.

E qui, passando ai giovani il suo moralismo, s’arrota, e si fa agro quando prorompe

Eh,fiji cari, date udienza ar nonno:
ne l’età vostra pare tutto bello;
ma crescete, crescete un tan tinello
E capirete poi che cos’è er monno”.

Non bisogna aspettarsi - ecco il suo monito - nulla di buono dalla vita:

“Hai tempo, fijo caro, d’arà dritto
E d’esse galantuomo immezzo ar core!”.

La vita (traggo sempre dalla selezione del Misserville) è quella che è...

"..tanto rare so’ l’azzione belle
Che a lo scoprinne quarchiduna, Iddio
Va in estìs e nun cape in ne la pelle...”

Tra le difficoltà del vivere, e nella lotta tra individui che ne consegue per il ben noto “posto ar sole” si può incappare in tutto.

Per esempio:

“Vederete ogni sempre ch’er siconno
Fa la cianchetta ar primo, e ‘r terzo a quello
Vederete un abbisso e un mulinello
De tradimenti che nun ha mai fonno”.

E a che cosa si riduce, alla fine la bramosia del denaro, secondo il Nostro?
Ecco qua:

"...ammassa,ammassa
Sturba li giorni tui, perdece er sonno,
Traffica, impiccia: eppoi? Viè signor Nonno
Cor farcione e te stronca la matassa”.

Senza contare che la sua morale vuole che il destino sovrasti senza clemenza l’uomo, complice il Tempo così..

“La morte sta nascosta in ne l’orloggi
E nissuno po dì: domani ancora
Sentirò batte er mezzogiorno d’oggi”.

E ancora: Gioventù, ricchezza, gioia di vivere? Son solo beni effimeri, perchè:

“Se fatica, se tribbola, se suda
E quanno credi ave’ spugnato Buda
Un carcio in faccia e nun hai fatto niente”.

Questa l’amara conclusione, ch’è poi uno sfogo, per quanto vano, contro La malasorte, ma che, in ogni caso, non vuole essere la negazione assoluta dell’esistenza. E’ solo una protesta sterile, e grottescamente inutile, quanto il classico “pugno in cielo”. E tuttavia, non può non far pensare...

Lao d’Ac.

Giuseppe Gioachino Belli all’epoca del suo matrimonio segrereto con Mariuccia Conti, in un ritratto di autore anomulo

Giovedì, 02 Gennaio 2014 03:01

Un cinismo dolente

Il Belli umano traspare, seppur con un certo distacco in cui fa capolino una punta di cinismo, in questo sonetto di forma classica dal titolo “La carità”. E’ un Belli amaro, ma al solito, assai incisivo.


La Carità
Ma che, oggi sei sceco? Sì, ssì, eque/lo:
Quer vecchio stroppio e ceor un occhio pisto
Che ccià steso la mano: nu l’hai visto?
Presto? vajje a pportà sto quadrinello.
Fijjo mio, quanno incontri un poverello
Fatte conto de véde Ggesucristo;
E cquanno un orno disce: hoffame, tristo
Chi nun je bbutta un tozzo ner cappello.
Chi ssa cquer vecchio, co li scenci sui,
Che un anno addietro nun avessi modo
La carità de poté ifalla lui?
E nnoi, che ggrazziaddio oggi maggnamo,
Maggneremo domani?
Eccolo er nodo.


Tutti l’ommini sòffijji d’Adamo. Della Roma del suo tempo imprigionata da una campagna desolata, che evidenziava in modo straziante i ruderi dell’Eterna in dissoluzione, Belli ci ha lasciato una marcata immagine in questo sonetto, che non a caso, e con tutta coerenza, ha intitolato “Er deserto” e che s’impone per una sua “feroce” icasticità. E’ questa, se pure occorresse, la prova del nove di un gigante.

 


Er deserto
Dio me ne guardi, Cristo e la Madonna
D’annà ppiù ppe ggiuncata a sto precojjo.
Prima.., che pposso dì?... pprima me vojjo
Fà ccastrà dda un norcino a la Ritonna.
Fà ddiesci mijja e nun vedé una fronna!
Imbatte ammala ppena in quarche scojjo!
Dapertutto un zilenzio com’un ojjo,
Che ssi strilli nun c’è cchi tt’arisponna!
Dove te vorti una campagna rasa
Come sce sii passata la pianozza
Senza manco l’impronta d’una casa!
L’unica cosa sola c’ho ttrovato
In tutt’er viaggio, è stata una bbarrozza
Cor barrozzaro ggiù mmorto ammazzato.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 02:59

Il Belli e l'amore

E' noto che taluni critici piuttosto “superficiali” attribuirono a Giuseppe Gioachino Belli due nature: l’una privata, tenera e amorosa; l’altra, pubblica, di bravaccio e castiga costumi inflessibile, e senza remissione.

Qualcuno ha tuttavia inquadrato il segreto dominante della sua vita: la Donna (e sì che di femmine ne “conobbe” il Belli!) alla cui idealità egli, in ogni condizione, si mantenne fedele.

In certi suoi ritratti della prima età il poeta è raffigurato come un giovane di belle sembianze; e di teste femminili, per l’appunto, dovette farne girare parecchie; ma una, la marchesina Vincenza Roberti (“Cencia”) ed era già unito in matrimonio con la più matura vedova contessa Fichi — si prese il suo cuore, e ad ella portò amore per tutta la vita. Ma qui torniamo a motivazioni più o meno ricorrenti: la moglie a quel tempo aveva raggiunto la quarantina, ed egli, di anni, ne contava circa trenta; e la marchesina, appena venti... E s’è scritto pure che la nobile fanciulla, se non era precisamente un’emula di Venere, aveva, a compenso, qualità di eccezionale vaghezza, e sentire, e modi e cultura assai superiori alla generalità di molte romane del suo tempo. Ce n’era abbastanza, insomma, per mandare in orbita un esteta — (ché tale il geniale poeta era) — come il Nostro. E così fu. E a questo amore egli non venne meno allorquando la ragazza, per onere di obbedienza alle consuetudini e al volere della famiglia, convolò a nozze con un medico benestante; pur di poter continuare a vederla egli si mostrò, con vari servigi, di qualche utilità alla nuova famiglia; insomma... Rugantino si assoggettò all’imperio del sentimento; e converrà soggiungere qui che egli frui della compiacente omertà degli amici (il quali, in pratica, credettero all’onestà di quel suo amore) dal momento che la moglie non ne seppe né sospettò mai nulla.

Fu, in definitiva, per quanto è dato arguirne, una felicità.., a metà; e questo potrebbe spiegare molte cose dell’evoluzione in chiave pessimistica del suo carattere, a ben guardarci.

Diamo della donna — che seppe essere dei versi più garbati e delicati del poeta l’ispiratrice — una immagine fisica, così com’è desunta da un “quaderno che ha dedicato a questa toccante storia una trattazione piena di umana comprensione; e facciamo seguire, a completamento e conclusione, un delizioso sonetto in lingua che appunto il Belli ebbe a dedicarle. 



o amo una donzella sì vezzosa,
Ch’altra non è, che star le possa a paro;
Se quel ch’è in mille di gentile e caro,
Soavemente in Lei sola riposa.
Pietà benigna; ed onestà ritrosa
La fanno insiem con bello accordo e raro;
Chè tanto ha in sé di cortese e d’avaro,
Quanto con vene ad angelica cosa.
E a chi bramasse qualche cenno avere
Di sua beltà, dirò, che gli occhi miei
Più dolce immago non porriam vedere.
Ma dirgli quanto l’amo ah! Non sapreì:
So ben, che per amarla a mio potere,
Il cuor m’ho tratto, e l’ho riposto in Lei.
Un fior di madrigale, no?
                                                      Olac

Giovedì, 02 Gennaio 2014 02:54

Cinque sonetti

Erietto
n giorno Rugantino der casotto, hticanno un goccetto co la moje per via de certe bùggere de voje, perse la frèmma e je gonfiò un cazzotto.
“Diavolo, porta via sto galeotto che me sfraggella indòve coje coje”, strillò Rosetta: e, tràcchete, se scioje un lampo, e scappa er diavolo de sotto.
Qua Rugantino, appena ch’uscì fora, je disse: “Avete moje voi, sor diavolo?”. E er diavolo rispose: “Nonsignora”.
Ma dànnoje un’occhiata ar capitello, repricò l’antro: “Nonsignora un cavolo! Questa nun è capoccia da zitello”.

L’anima
h teste, vere teste da testiera! Tante ciarle pe’ dì come se more!
Du’ frebbettacce, a voi, quarche dolore, ‘Na stirata de cianche, e bona sera.
Da sì ch’ogni cazzaccio fa er dottore,
E sputa in càtreda, e armanacca, e spera
De pesà l’aria drento a la stadera,
Se n’hanno da sentì d’ogni colore.
Perché l’occhio d’un morto nun ce vede? Perchè quanno che l’anima va in strutto,
Nun lassa ar posto suo gnisun erede.
E mentr’er corpo, spiggionato e brutto, E’ sord’e muto e nun s’aregge in piede,
Lei cammina da sè, parla, e fa tutto.
Oh benedetto chi ha inventato er letto!
Ar monno nun se dà più bella cosa.
Eppoi, ditelo voi che séte spésa.
Sia mille e mille vorte benedetto!
Lì tra un re de corona e un poveretto
Nun c’è più regola. Er letto è una rosa,
Che chi nun ce s’addrorme s’ariposa,
E sente tutto arislargasse er petto.
Sia d’estate o d’inverno, nun te puzza:
Pòi stacce un giorno e nun sentitte sazzio,
Chè ar monno c’è più tempo che cucuzza.
Io so ch’appena ciò steso le gamme, Dico sempre: “Signore, t’aringrazzio;”
E poi nun trovo mai l’ora d’arzamme.

Le rassomijanze
r Conte è arto e ‘r mi’ padrone è basso:
Lui ha er capello griscio e ‘r Conte bionno:
Uno tiè er viso ovato e l’antro tonno:
L’amico è smirzo e ‘r zor Marchese è grasso:
Er primo arriva un daino, e ‘r ziconno
Pija fiato e se sventola a ‘gni passo:
Uno se chiama Giorgio, uno Tomasso:
Quello pare er nipote e questo er nonno:...
Eppuro tutt’e dua, sora Francesca, Shanno d’assomija, com’e gemelli,
Come proprio du’ gocce d’acqua fresca;
Fe via che la padrona, ch’è un quaja
Arisonata, ar praticà co quelli
Li pija uno pell’antro e ce se sbaja.
E per concludere...

Erdiavolo Er giorno der giudizzio
uattro angioloni co’ le tromme in bocca
Se metteranno uno pe’ cantone
A sonà: poi co’ tanto de vocione
Cominceranno a di: fora a chi tocca.
Allora verà su una filastrocca De schertri da la tera a pecorone,
pe’ ripijà figura de persone, come purcini attorno de’ la biocca.
E ‘sta biocca sarà Dio benedetto
Che ne farà du’ parte: bianca e nera.
Una pe’ annà in cantina, una sur tetto.
All’urtimo uscirà ‘na sonajera D’angioli e, come si s’annassi a letto,
smorzeranno li lumi, e bona sera.

Bartolomeo Pinelli - Saltarello notturno delle "mozzatore"

Bartolomeo Pinelli - Saltarello notturno delle "mozzatore"

Giovedì, 02 Gennaio 2014 02:07

Benedizione Apostolica

La speciale Benedizione Apostolica estesa a tutti gli Aderenti, conferita alla Istituzione sino dal 1957, attesta l’approvazione da parte delle Somme Autorità ecclesiastiche alle iniziative ed all’o­perato dell’Unione della Legion d’Oro.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 02:05

Interpretazione Poetica del distintivo sociale

Sulla metà degli anni 60 durante una riunione conviviale, un Presidente Tiberino illustrando il distintivo dell’Unione a giornalisti e scrittori presenti chiese loro un’interpretazione in chiave poetica della sim­bologia relativa.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 01:53

Manifestazioni

- Cerimonie solenni in Roma in occasione della ripresa dell’attività annuale nel mese di novembre, con premiazione di Legion d’Oro benemeriti. Hanno avuto luogo nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, nell’Aula Magna e nel Salone dei Ricevimenti del Palazzo dei Congressi all'EUR, nel salone d’onore dell’Augustinianum.

- Riunioni informative e scientifiche sull’organizzazione turistica; sulla collaborazione internazionale, sull’europeismo, su nuove teorie e possibilità medico-diagnostiche, su temi economico-finanziari; concorsi di poesia e recitals.

- Mostre d’arte a tema: “Il Concilio Ecumenico Vaticano II” (Opere da donare alle chiese povere del mondo), Roma, 1962; “Lo spazio visto dagli Artisti” Roma, 1964; “Comunità Europee” Roma, 1964; “Autunno romano”, 1966; “Grande Estate Romana”, 1968; “Omaggio a Roma Capitale nel suo Centenario” Roma, 1970; Nazionale d'Arte Sacra “Beato Angelico” Roma, 1971; “A.T. 72”; Collettiva di opere ad argomento parapsicologico, Roma, 1973; “Anno Santo 1975”; “I Naifs che hanno illustrato i Vangeli”; annuali Mostre d’arte collettive a tema libero: ultimamente la “Mostra Collettiva per l’Anno Giubilare della Pace”.

- Mostre d’arte personali: l’Accademia Tiberina e la Legion d’Oro prescindendo dal valore artistico degli Autori, accolgono gli iscritti che amano l’Arte e intendano esporre le loro opere al giudizio del pubblico.

- Manifestazioni filantropiche in occasione della “ Befana Felice” con distribuzione di pacchi-dono ai ragazzi di vari Istituti.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 01:51

I vari settori e le delegazioni

Un più esplicativo riepilogo dei settori in cui l’Unione opera renderà la sua funzione viepiù chiara. Eccone dunque il quadro, che successivamente andremo ad approfondire settore per settore.

L'unione della Legion d’Oro è dunque:

Nel Comitato della O.N.G. presso le Nazioni Unite e gli istituti specializzati del’O.N.U.
Statuto consultivo presso la Organisation Internationale de Protection Civile O.l.P.C. di Ginevra;

Fondatrice del “Movimento Securista” in Italia;

Membro collettivo Centro italiano per la Sanità mondiale;

Fautrice (nel tempo...) dell’Unità Europea, ha meritato per questo -come è stato detto- una medaglia d’argento appositamente coniata.

Collaboratrice per L’Informazione delle Comunità europee;

Svolge attività culturali, informative, filantropiche e di riconoscimento sociale.


***

Va ribadito che l’appartenere alla Legion d’Oro non costituisce onorificenza, distinzione cavaleresca o decorazione; ma il distintivo unionale è in ogni caso simpaticamente notato ed attesta l’appartenenza alla “èlite” dell’intelligenza, della nobiltà del retto agire, improntato al motto della Legion d’Oro, per l’appunto, che è “Lealtà e Onore”.


Ricordato poi, come dianzi segnalato, che Primo presidente internazionale della Unione, è stato il prof. avv. Fulvio Maroi, Ordinario di Diritto privato all’Università di Roma, socio Fondatore, e che nella carica è a Lui succeduto il V. Presidente Guardasigilli Duca Prof. Igor Istomin, (solo per citare, al momento, gli iniziatori) converrà esaminare ora in dettaglio l’attività delle richiamate “Sezioni operative”.

Sezione Sanitaria — Si è fatta promotrice e ha contribuito all’invio di forti quantitativi di materiale sanitario e medicinali pregiati alle Missioni e alle zone depresse, nonché ai paesi, in Italia e all’estero, particolarmente colpiti da calamità naturali (Iran, Vajont, Sicilia, Toscana, Congo, Cina, India, Jugoslavia, Pakistan, Marche, ed altri). (Assegna il Premio Esculapio riservato ai medici).

Sezione assistenziale per l’infanzia — Secondo la raccomandazione dell’UNICEF, ha dato il suo patrocinio ed il suo aiuto ai ragazzi accolti in vari istituti di educazione di Arti e mestieri, e istituti per minorati fisici; organizza distribuzioni di pacchi-dono nei mesi invernali, nelle manifestazioni della “Befana Felice”, con assegnazione di indumenti, generi alimentari, libri, giocattoli e dolci a Roma, presso la sua sede ed in varie parti d’Italia, direttamente o attraverso le proprie Delegazioni.

Sezione per la diffusione delle informazioni internazionali di protezione civile. Esplica il proprio compito organizzando convegni di studio, conferenze o attraverso pubblicazioni informative. Ha costituito un aggiornato Repertorio Bibliografico Internazionale di pubblicazioni sulla Protezione civile ed uno Schedario delle Ditte italiane operanti nel campo della protezione dalla radioattività. Partecipa con elementi specializzati a Congressi e Simposi nazionali ed internazionali di Protezione civile. La Legion d’Oro come si è visto, ha promosso il Movimento Securista in Italia per il pronto soccorso fra civili; promuove e patrocina in varie località Corsi di Securismo per la popolazione e le scuole e ha allo studio altre iniziative.

Riserva ai benemeriti del settore uno speciale diploma con Medaglia della “Madonna della Salvezza” (in oro e in argento).

Sezione Internazionale per l’incremento delle lettere e delle arti. Ha lo scopo di valorizzare l’opera di letterati e di artisti. Patrocina Mostre d’arte degli aderenti, promuove scambi culturali, organizza esposizioni d’arte personali, di gruppo, a tema, per donare alla Chiesa povera (chiaramente quella delle Missioni). Numerose sono state, in un tempo relativamente breve, le iniziative di rilievo in questo settore, Ai più meritevoli assegna annualmente la Medaglia dell’operosità nell’Arte, e per meriti non comuni il Trofeo “Talento”, riservato — dice la motivazione ricorrente, — a quanti “hanno lottato per progredire ed elevarsi al di sopra della massa degli uomini inerti”. (l’opera bronzea è dello scultore Libero Mancinelli).

Sezione per il progresso Tecnico e industriale — Tende a mettere nel dovuto rilievo coloro ai quali si debbono nuovi ritrovati nel campo della tecnica e dell’industria, nonché nuovi sistemi di produzione, studi riguardanti le attività economiche. Essa è stata creata con la finalità di valorizzare coloro che operano nei vari settori sociali, economici e professionali, distinguendosi per l’impegno e per le doti di abilità. Ad essi l’Unione riserva, motivatamente, come riferiamo oltre, il Premio permanente dell’Operosità Aristocrazia del Lavoro”. Riteniamo importanti i ribadimenti che precedono perchè hanno comportato una enorme mole di lavoro e ottimi risultati.


BENEMERENZE DELLA LEGIONE

Oltreché collaboratrice degli organi non governativi del M.E.C., della CECA e dell’Euratom, in altre sedi l’Unione è divenuta membro della Fondazione Europea della Cultura, presieduta da SAR. il Principe Bernardo d’Olanda e ha aderito alla fondazione del Centro per l’elevazione sociale, della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 01:49

Sezioni e delegazioni

In corso di revisione (e ristrutturazione) l’apparato complessivo delle “dipendenze” dell’Accademia, costituito dalle Sezioni e dalle Delegazioni.

Hanno la classificazione di “Sezione” le sedi a maggior sviluppo, che contano cioè una maggiore giurisdizione come può essere quella a livello regionale; sono “Delegazioni” le strutture di minore organico.

Come si precisa in altra parte di questa pubblicazione, quali emanazioni della Sede Centrale, le “dipendenze” sono per larga parte assoggettate, a termini di Statuto, all’Autorità della Presidenza e del Consiglio Centrale, mentre possono svolgere attività culturali proprie.

Criteri di contenimento degli oneri in generale favoriscono, in questo senso gli Accademici - Corrispondenti, i quali, non vivendo nella Capitale, ma in zone decentrate del Paese, possono essere investiti del “Fiduciariato” e, radunando gli Accademici e Legion d’Oro locali, dare vita ad una Sezione o Delegazione.
Come si è detto ma gioverà ripeterlo questi organismi periferici raccolgono e organizzano, sia gli Accademici che i Legion d’Oro, essendo le due istituzioni strettamente collegate tra di loro.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 01:48

Una presenza attiva

La Legion d'Oro è presente con persone qualificate a Congressi scientifici e di studio su vari argomenti di interesse internazionale. Fra le Istituzioni e gli Enti con i quali è in contatto, citiamo: il Gruppo It. Di Storia delle Scienze; la FA.O.; la Rassegna Elettronica-Nucleare; l’istituto Ibt. Per la Cinematografia Educativa, Scientifica e Sociale; il Comitato mt., per l’Organizzazione Scientifica; la Federazione Cavalieri del Lavoro d’Italia; le “Biennales lnternationales de Poésie” di Knokke-le-Zoute (Belgio); la Società it. per l’Organizzazione Internazionale; l’istituto It. di Medicina Sociale; il “Comité International de Médicine et Pharmacie militaire” di Liegi; l’Accademia Lancisiana di Medicina; l’Accademia Tiberina; il Centro Sociale Studio Precancerosi e Condizione Premorbose dell'Università di Roma; l’istituto It. per la Storia della Tecnica di Milano; l’istituto Int. Di Sociologia; l’Associazione Mondiale dei Rifugiati di Vaduz; l’Accademia dei Lincei; ‘Accademia del Mediterraneo; l’A.N.I.O.C.; l’Académie Royale Angélique Constantinienne de Lettres, Arts et Sciences di Beirut (Libano); la Commissione It. per l’UNESCO; il Comitato It. per l’UNICEF; il Consiglio d’Europa; il Comitato per l’Unione Panaeuropea, la Maison mt. De la Poésie, di Parigi; l’Università internazionale del Lavoro del Lussemburgo; portando nei vari interventi la sua libera parola, nella propria veste di organizzazione non governativa

La Presidenza per il miglior esito dei fini sociali ed evolutivi che si prefigge l’Unione stessa, accoglie intorno a sé in qualità di Consiglieri i più chiari nomi del mondo scientifico, artistico, letterario, professionale, industriale e Personalità del campo civile, religioso e militare.

L'attività dell’Unione è esplicata attraverso varie Sezioni operative che, oltre al compito loro, hanno quello di proporre per premi e riconoscimenti coloro che eccellano nei vari campi del lavoro, della professione, dell’arte in alcune pubblicazioni la Legion d’Oro illustra le iniziative intraprese, le realizzazioni raggiunte e l’opera degli Enti ed Istituti ai quali si affianca per l’elevazione ed il potenziamento intellettuale.

Tutti coloro che professano le stesse idee di fratellanza, di elevazione ed evoluzione spirituale e culturale o che eccellono nel campo degli studi, delle arti o del lavoro, possono far parte della Legione in qualità di Aderenti, Benemeriti Vitalizi.

Soci Promotori sono qualificati coloro che ne diffondono gli scopi e presentano nuovi iscritti.

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Sottoponici la tua candidatura e allega un tuo curriculum vitae; qualora la tua richiesta venga valutata positivamente ovvero qualora tu abbia i requisiti necessari, verrai contattato dalla nostra segreteria che illustrerà le modalità di adesione  e contestualmente ti invierà un modulo per la domanda di ammissione.

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